Cannavacciuolo Countryside

Un viaggio di sapori tra ricordi e tradizioni enogastronomiche.

Descrizione

In questo ristorante, lo chef Cannavacciuolo ha fatto rivivere i ricordi della sua infanzia, creando un luogo che incarna l'essenza della sua ospitalità innata. Qui, il nonno un tempo svolgeva il ruolo di custode, e oggi lo chef ha voluto riaffermare quel legame emotivo attraverso la sua cucina. Il resident chef Nicola Somma incarna con maestria la filosofia culinaria di Cannavacciuolo, offrendo un viaggio gastronomico che unisce sapientemente gli ingredienti del Nord e del Sud. Le materie prime sono accuratamente selezionate, provengono da produttori locali e dall'orto privato, recuperando tradizioni che hanno plasmato la sua maestria culinaria. Anche la carta dei vini riceve una cura particolare, con una scelta che si adatta ai palati più raffinati e si evolve continuamente, garantendo momenti di autentico relax enogastronomico.

Location
Recensioni Google
4,7289 recensioniTutte su Google
  • Virginia Ali3 mesi fa

    Sono stata con mio marito a fine maggio (un regalo che mi ha fatto per Natale, ha preso il percorso vegetariano perché non mangio carne) Non ero molto entusiasta perché avevo paura di trovarmi "fuori posto". Lessi alcune recensioni sulla strada da percorrere che mi fecero preoccupare non poco. Il navigatore mi ha segnalato la strada senza perdere connessioni (al ritorno invece sì). L'unico consiglio è di individuare giusto due incroci uno prima di salire e un altro a livello della macelleria (segnalato dalla location). Sicuramente la strada da quel punto è più stretta ma non impraticabile come ho letto. Proprio per la paura della strada siamo partiti presto ma è stato un bene perché ci siamo goduti il panorama del belvedere del Faito e di santa Maria del Castello (si vede la zona di Positano). Raggiungiamo la location. Ci accolgono la brigata di sala e lo chef. Abbiamo parlato un po' prima di entrare e già questo mi ha messo a mio agio. Durante la cena sempre i due collaboratori (un ragazzo e un uomo) hanno reso il tutto più sereno. La cena è stata ottima e ti sazia... anzi ti riempie (anche questo letto nelle recensioni) perché sono tante portate. Per concludere è un'esperienza che consiglio e il rapporto qualità/quantità/prezzo è ottima.

  • Gigi Run3 mesi fa

    Da sconsigliare ! Location isolatissima, di difficile accesso e con strade buie. Discreta accoglienza all'ingresso, ma sala inutilmente buia e poco accurata (travi a vista che fanno vecchio opificio, non locale alla moda). Calice di bollicine eccessivamente costoso, euro 22,00 cadauno, per quel prezzo mi aspetto un Cristal o almeno un Louis roder, non una bollicina anonima e discutibile. Mancanza assoluta di informazioni: nessuno mi ha avvertito che la bollicina di entrata era a pagamento, salvo trovare la sorpresa nel conto. Degustazione vino super mega cara, euro 85,00, rispetto alla qualità ed alla quantità dei prodotti serviti. Insomma Antonino ha costruito la sua fortuna sulla critica, ma oggi è necessario che non si circondi da yesman, poiché qualcosa non quadra. Ottimo lo spaghettone, ma il resto è da rivedere se non vuole essere un mero imprenditore, ma diffondere cultura e sapienza gastronomica. Oggi il ristorante è un'ottima intuizione imprenditoriale ( Antonino è riuscito a realizzare il massimo guadagno con un costo irrisorio) ma i costi sono sproporzionati ai prodotti e, quindi, una volta basta ed avanza ! Se non cambiano le cose: da sconsigliare!

  • Marco L.5 mesi fa

    offrono il FOIE GRAS un piatto basato sulla TORTURA barbara DEGLI ANIMALI, tramite l'alimentazione INTENSIVA FORZATA passando per l'esofago ogni giorno gli animali soffrono agonizzanti. Le pietanze sono tutte a base dello sfruttamento animale che posso capirlo per i NONNI che hanno ispirato il menù ma non nel 2026. È facile fare delle pietanze buone con tutti prodotti di origine animale non ci trovo niente di eclatante o di stellato.

  • Il miglior ristorante con il miglior servizio, cibo sano, in stile napoletano, situato su una montagna con vista sul mare. Se non ci credete, andate e provate!

  • Mister Vegaun anno fa

    Abbiamo trascorso due giorni in questa struttura situata in un posto impervio e molto fuori mano, su una montagna a 500 mt di altitudine con una strada più che sconnessa per raggiungerla, lontanissima dal mare. Anche Google map non riesce a trovarla subito, tanto che la struttura ti invita a chiamarli in caso di difficoltà a trovare la strada. Abbiamo dovuto chiedere a quattro passanti le indicazioni per arrivare in questo posto. Arrivati, finalmente, in questa struttura abbiamo subito trovato difficoltà di manovra ad entrare con la macchina nel cancello d’ingresso e c’è voluto più di una manovra per entrare. Il wifi è molto scarso . Ci hanno messi in un grande stanzone con i lavandini posizionati di lato e ai piedi del letto. Non c’è un posto per sistemare le valigie. Le abbiamo sistemate su degli sgabelli o sul pavimento . Non c’è un armadio nel quale mettere i propri abiti. Ci sono solo delle grucce appese al muro e vedere tanti abiti penzolare dal muro e’ molto sgradevole da guardare. Un bagno piccolissimo, ricavato rubando spazio alla camera, nel quale non c’è un minimo piano di appoggio per appoggiare una qualsiasi cosa tu abbia in mano. La tazza,sospesa, del wc scricchiolava ogni volta che ti sedevi. In camera non c’è un semplice cestino per buttare un semplice pezzo di carta, bisogna andare in bagno dove ne trovi uno piccolino. Lo “spettacolo” dei fili dell’ alta tensione che passano davanti al balcone, anche se molto lontani, e’ affascinante. Una piscina stretta e lunga posizionata al centro di un orto nel quale si coltiva di tutto, peperoni, pomodori, kiwi, mele che attirano mosche, zanzare, api e insetti vari che ti pizzicano e ti mozzicano per tutta la durata della permanenza nell’ area piscina. Della costosissima cena gourmet (306 € in due), fatta nel ristorante della struttura, non posso giudicare perché non sono un esperto. Durante la notte e per tutta la notte abbiamo avuto, io e mia moglie, mal di pancia e una diarrea esagerata. Poi,finalmente, è arrivato il giorno che ce ne siamo andati. In sintesi, dal nostro punto di vista, abbiamo avuto un’esperienza negativa.

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